oggi è la giornata internazionale contro l'omofobia e la trans fobia

Omofobia, quando la paura uccide

immagine di repertorio
Nel 2007 viene istituita, in seguito ad alcune dichiarazioni di autorità polacche contro la comunità LGBT, la "Giornata Internazionale contro l'omofobia e la transfobia". Il parlamento europeo dichiara: “...il suo invito a tutti gli Stati membri a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso. Condanna i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali, in quanto alimentano l'odio e la violenza, anche se ritirati in un secondo tempo, e chiede alle gerarchie delle rispettive organizzazioni di condannarli».

Questa la parte giuridica, ma di fatto perché si è dovuta fare una legge per affermare una cosa che dovrebbe essere normale?
Cos'è esattamente omofobia e come si manifesta?
L'omofobia è un odio innato e profondo rivolto verso le persone omosessuali, i bisessuali e le persone transgender. Questo odio profondo affonda le sue radici in una presunta supremazia degli eterosessuali e nella convinzione che l'omosessualità sia una perversione.
Beata ignoranza: in natura non solo esiste l'omosessualità ma anche il transgenderismo. Esistono specie che nel momento in cui il branco è composto dallo stesso genere cambiano sesso spontaneamente. Questa è la prova provata che l'omosessualità esiste in natura. Le caratteristiche che favoriscono l'omofobia sono: anzianità, basso livello di istruzione, avere idee religiose fondamentaliste, non avere contatti personali con gay o lesbiche, essere autoritari, provare sensi di colpa nei confronti del sesso, avere atteggiamenti tradizionalisti rispetto ai ruoli di genere.
Noi viviamo in una paese dalle forti radici cattoliche quindi spesso viene inculcato il pensiero che l'omosessualità sia un abominio. L'omofobia scatena anche la violenza trasformando una fobia in un crimine dell'odio.
Per comprendere esattamente il fenomeno fare un breve salto nel passato può chiarire le cose. Greci e romani non hanno mai avuto problemi con l'omosessualità, era accettata e faceva parte della vita sociale normale. Questo status non ha subito variazioni con le religioni politeistiche o monoteistiche come il culto mitriatico. Il vero problema nasce con le tre grandi religioni monoteistiche. L'ebraismo, da cui si scinderà poi il cattolicesimo e dopo seicento anni comparirà anche l'islamismo. Tutte e tre condannano l'omosessualità e dettano dei parametri per definire l'unica famiglia possibile secondo la loro credenza. E' in questo momento che nasce l'omofobia che non solo si trascina ancor oggi con tutto il suo cieco odio ma che continua a mietere vittime. Questo è un lato che spesso viene celato ma nel corso dei secoli le persecuzioni sono state continue e da parte di chiunque, basti pensare alla strage di omosessuali perpetrata dal regime fascista e nazionalsocialista. Porta traccia di questa storia di odio secolare persino la lingua italiana. Per insultare un omosessuale tuttora si usa il termine dispregiativo “finocchio”. Questo ha origine dal fatto che quando venivano messi al rogo si gettavano sulla vittima dei semi di finocchio al fine di potenziare l'odore di carne bruciata come monito. Tuttora ci sono paesi in cui l'omosessualità è un reato punibile con la detenzione o la pena capitale. I mass media danno voce a questi argomenti solo quando qualcuno si suicida per le vessazioni subite oppure durante i gay pride. Quando c'è questa manifestazione danno solo spazio ai carri folkloristici ma non a quelli più importanti come amnesty international, famiglie arcobaleno o quello dei genitori di omosessuali. Il carro delle famiglie arcobaleno è composto da genitori con figli di ogni età ed è un trenino colorato e felice di famiglie in festa. Il carro dei genitori di omosessuali è composto da persone più grandi che indossano una maglietta con scritto:” O etero o gay sono tutti figli miei. Quest'ultimo è un carro molto particolare perché quando passa tutti quelli che hanno una famiglia che li ha cacciati piangono. Vedere un uomo di 60 anni che piange vedendo quel carro perché prima è stato segregato e picchiato dalla sua famiglia e poi cacciato ci fa rendere conto che c'è anche tanta sofferenza. Ora le famiglie si evolvono e i casi di abbandono del “pervertito” sono in diminuzione.
Per superare questo odio innato l'unica via non è quello della contrapposizione ma quello del dialogo. Le persone eterosessuali, gli omosessuali, i bisessuali, le lesbiche e i transgender vogliono e desiderano le stesse cose. Una casa, una famiglia, essere amati e cercare di essere felici. Nessuno dovrebbe lottare per non dare dei diritti ad un altro. La società è fluida e anche le leggi devono essere al passo con i tempi. La legge Cirinnà ha aiutato a scardinare un muro legislativo ma ancora le cose da fare sono molte. Per esempio poter avere la paternità e la maternità riconosciute legalmente anche per il coniuge che non è geneticamente il genitore del figlio. Possiamo solo sperare che la gente cresca umanamente e non scenda in piazza per proibire ma per aiutare a far avere dei diritti. Personalmente vedo questa strada l'unica percorribile in modo sano e unitario. Per arrivare ad un traguardo di unità e rispetto le persone devono essere più istruite e le varie religioni dovrebbero staccarsi da un'ideologia che ha 2.000 ed adeguarsi ad un mondo che in realtà è sempre lo stesso ma loro hanno criminalizzato. La religione non è il solo ostacolo ci sono anche governi arretrati di secoli. La soluzione è nel considerare le persone come tali e non giudicare in base all'orientamento sessuale. Ci sono anche delle altre considerazioni da fare. L'omofobia non è solo quella degli eterosessuali contro gli omosessuali ma è anche interiorizzata. Quando un giovane capisce che è attratto da persone del suo stesso sesso inizia una lotta interiore che può portare a distruggersi. Fin da piccoli veniamo cresciuti a pane e eterosessualità: non esistono principesse azzurre o principi che amano i loro scudieri. Questo crea un conflitto interiore che segue in parte l'accettazione del lutto. Ci si trova a seppellire l'immagine del futuro che ci si era creati per poterla sostituire con l'immagine reale del proprio futuro. Addio al sogno di un bel matrimonio in chiesa, via l'immagine di un figlio con qualcuno dell'altro sesso e arriva la burocrazia per l'inseminazione artificiale all'estero, talvolta le stesse famiglie cacciano gli omosessuali, lesbiche o transgender dal proprio nucleo. La società e la sessualità sono fluide, l'unica speranza è che approdino in un unico bacino dove vivere assieme senza discriminazioni in pace. L'odio di questa fobia ha fatto troppi morti, nessun vincitore, nessun vinto; solo morti.

Mahè Mengarelli

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