Blue whale: 10 casi nelle Marche

Pm la fragilità dei ragazzi preoccupa

fonte ANSA
Per il momento 10 i casi nelle marche legati al gioco che porta le vittime al suicidio.

Blue Whale, balena blu, il gioco ideato da uno studente di psicologia di 21 anni Philip Budeikin ora agli arresti per istigazione al suicidio ha già scatenato nelle marche circa dieci casi. Il gioco è composto da 50 prove da superare fino a portare il giocatore al suicidio. I casi si sono verificati nella provincia di Ancona ma avere un quadro preciso e dei numeri esatti è molto complesso. Il procuratore dei minori Giovanna Lebboroni, che ha competenza sull'intera regione ha detto ai giornalisti: ''Per fortuna le segnalazioni riguardano uno stadio di coinvolgimento iniziale o intermedio. Ma il gioco è molto pericoloso, e può attrarre, anche dietro minacce, i più fragili fra gli adolescenti''. Da questo la decisione di ''strutturare un coordinamento stretto fra uffici giudiziari del Distretto e forze di polizia, in primo luogo la Polizia postale''. Lo scopo è garantire prevenzione e intervento tempestivo. Facciamo un passo indietro per capire chi sia l'ideatore e quale sarebbe lo scopo del gioco suicida. Philip Budeikin è il perfetto esempio di serial killer: introverso, situazione familiare difficile, pessimi risultati scolastici, isolato e dedito solo al computer e solo negli ultimi periodi studente di psicologia. Tutti i medici fanno un giuramento “Il giuramento d'Ippocrate” il quale dice:”...mi asterrò dal recar danno e offesa.“. Philip Budeikin di 21 anni ha usato le sue conoscenze per uccidere, ha usato i suoi studi per portare al suicidio e il gioco balena blu è la sua pistola fumante. Il giovane ha dichiarato di aver ideato il gioco per sopprimere i più deboli, ripulire la società da, come ha detto lui: “immondizia biologica”. Il giorno prima di essere arrestato ha dichiarato che già 17 ragazzi erano morti grazie a lui e che 30 erano in procinto di farlo. In Russia sono 157 i ragazzini morti per suicidio nell'ultimo anno. Il ‘gioco’ consiste nell’attuare 50 azioni (una al giorno) come ‘preparazione alla morte’, che si concretizza con il gesto ultimo di lanciarsi nel vuoto da un edificio. Queste regole quotidiane sono caratterizzate da autolesionismo (incidersi la pelle o tentare di tagliarsi le vene dei polsi con lamette) e da altre pratiche come guardare film dell’orrore per 24 ore continuative, ascoltare una particolare musica con video psichedelici e non dormire. La carenza di sonno è una delle tecniche più antiche ed efficienti per fare il lavaggio del cervello ad una persona o per costringerla a fare e dire qualsiasi cosa. L'esposizione a film horror o stimoli psichedelici hanno influenza sulle onde cerebrali e sullo stato mentale, se ci si espone in modo massiccio, e insieme alla mancanza di sonno. Philip Budeikin ha usato queste tecniche assieme all'autolesionismo per portare alle morte moltissimi giovani. Questo gioco ha presa nulla su una personalità formata, ma su un giovane influenzabile e fragile, specialmente se ha conflitti familiari o sociali diventa letale. Considerando Philip Budeikin come un serial killer e non solo come un istigatore al suicidio scopriamo dalle sue dichiarazioni una somiglianza inquietante con la categoria dei killer missionari quelli che concepiscono i loro omicidi come una missione. Per esempio, lo scopo di un assassino seriale "in missione" può essere quello di "ripulire la società" da una certa categoria. Le medesime giustificazioni date da Philip Budeikin che voleva ripulire il mondo dai deboli, quelli che lui reputava “immondizia biologica”. Anche se materialmente, fisicamente non ha ucciso nessuno, infatti il capo di accusa è istigazione al suicidio, non possiamo pensare che il numero di vittime è altissimo e in aumento tramite la diffusione internet e quella dei suoi seguaci. Philip Budeikin ha portato dei giovani a superare l'istinto di sopravvivenza, che è uno dei più radicati, ha portato ragazzi alla disperazione fino alla morte. Personalmente non so quale sarà la decisione del tribunale russo, anche se spero che sia esemplare. Un ragazzo con una storia difficile alle spalle ha fatto un numero di vittime maggiore di molti serial killer famosi. Forse si è anche ispirato al nazismo, non tanto all'ideologia in se stessa ma alla aktion t4 che prevedeva la soppressione di tutti gli esseri inutili della società, malati di mente, ritardati, invalidi e chiunque non fosse perfetto fisicamente o mentalmente. Questo è molto difficile da sapere ma di certo questo fenomeno sta mietendo vittime e anche con il suo ideatore in carcere la strage continua. Tutti gli stati si sono attivati per prevenire e cercare di cancellare questo pericolo da internet. Dato lo spiegamento di forze stanno anche emergendo altri tipi di reati, primo fra tutti la pedopornografia. Possiamo sperare che tutto questo lavoro porti a una maggiore sicurezza della rete e che il numero di arresti a vario titolo sia un messaggio chiaro per chi usa internet per commettere o promulgare reati. Philip Budeikin è stato lucido, metodico e missionario come un serial killer. Ha ucciso senza sporcarsi le mani, ma ha ucciso. Insegnanti e famiglie si coalizzano per cercare di vedere i primi segni del macabro gioco ed intervenire prontamente. Tutti ci auguriamo che questa coalizione tra società e polizia argini il fenomeno. Per quanto riguarda l'ideatore rimettiamo il suo destino alla giustizia russa. La guardia deve comunque rimanere alta perché ci sono già dei suoi emulatori.

Mahè Mengarelli

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